Dal blog di Daniele Martinelli (http://www.danielemartinelli.it ) :\n\n200 mila euro di tangenti per trasformare in voto utile in favore di Berlusconi, 50 mila schede bianche finite nelle urne degli italiani residenti in Venezuela con la complicità della \'ndragheta venezuelana e i consoli onorari. E\' l\'accordo telefonico intercettato dai magistrati della Procura di Reggio Calabria fra Marcello Dell\'Utri e il faccendiere bancarottiere Aldo Micicché, fuggito nel paese sudamericano 15 anni fa dopo che un Tribunale italiano lo ha condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito.\n«Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice Micicché a Dell\'Utri durante la telefonata —. I responsabili delle votazioni si tapperanno gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl».\nDell\'Utri si dice d\'accordo a pagare 200 mila euro a patto che il sostegno a Berlusconi sia operato anche in Calabria. \"Nessun problema\" risponde Micciché che ha affidato il compito alla cosca della \'ndragheta dei Piromalli di Gioia Tauro, la più potente della regione.\nPer ufficializzare l\'alleanza Micchiché invia a Milano Antonio Piromalli, figlio di Pino, in carcere col 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall\'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con Dell\'Utri, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell\'intera Calabria. L\'incontro avviene nello studio di Dell\'Utri che, entusiasta del colloquio, si congratula successivamente al telefono con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».\nL\'indagine è aperta. Venerdì Dell\'Utri era a Foligno per presentare il candidato locale. Nella sala gremita di simpatizzanti ha preso la parola preannunciando con stupore e meraviglia la nuova inchiesta a suo carico.
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